Francesco Izzo — Il Mestiere di Scrivere
Da dove nasce questa riflessione
Da sedici anni accompagno persone che scrivono di sé: racconti, romanzi, memoir, diari, pagine nate per elaborare un lutto o per dare finalmente forma a una storia che da anni chiedeva di essere raccontata. In questi anni ho costruito il mio metodo attingendo alla teoria letteraria, alla fenomenologia, alla psicologia junghiana, alla medicina narrativa — discipline diverse che, messe a confronto, mi hanno insegnato la stessa cosa: la scrittura che cura, che trasforma, che resta, non nasce mai dalla fretta.
È da questa osservazione ripetuta, verificata pagina dopo pagina con centinaia di persone, che è nato ciò che ho chiamato Slow Writing: non un’etichetta di marketing, ma la messa a sistema di una convinzione maturata sul campo, che oggi trova conferma tanto nella storia della letteratura quanto, sorprendentemente, in alcuni filoni della ricerca scientifica contemporanea. Vale la pena ripercorrerne le fonti, a partire dalla più antica e, per me, la più importante: un poeta che della lentezza ha fatto un’intera etica dello scrivere.

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