Workshop

Da sedici anni tengo laboratori di scrittura nelle stanze, prima ancora che negli schermi. So bene quanto il lavoro online abbia allargato le possibilità di questo mestiere, e lo pratico volentieri anche in quella forma. Ma la stanza resta, per me, il luogo primo della scrittura che cura, racconta, trasforma. Questa pagina prova a spiegare perché, e come si articola nelle sedi in cui lavoro stabilmente — Milano, Padova, Bologna, Pordenone — e negli incontri che porto nelle librerie di Udine e Trieste.

La stanza come corpo del gruppo

Un laboratorio in presenza è prima di tutto un corpo che pensa insieme: le sedie disposte in cerchio, i quaderni aperti sul tavolo, il tempo della lettura ad alta voce che nessuno schermo può restituire allo stesso modo. Chi scrive porta con sé, in una stanza, anche ciò che il proprio corpo sa e non dice — respiro, esitazione, silenzio prima della parola giusta. La fenomenologia mi ha insegnato che l’esperienza si costituisce nel corpo prima ancora che nel pensiero riflesso: un laboratorio in presenza lavora esattamente su questo margine, dove il testo nasce ancora informe.

Il cerchio come vaso alchemico Nella tradizione junghiana il cerchio è il temenos, lo spazio protetto in cui qualcosa può trasformarsi senza andare disperso. Il gruppo che scrive in presenza funziona così: contiene, non giudica, restituisce. Ogni voce letta ad alta voce entra nel vaso comune e torna a chi l’ha scritta un poco diversa — riconosciuta.

Per questo, nelle sedi di Milano, Padova, Bologna e Pordenone, i percorsi mantengono una cadenza fissa nel tempo e nello spazio: stesso luogo, stesso gruppo, incontro dopo incontro. È una scelta pedagogica, non un’abitudine logistica. La continuità del luogo permette al gruppo di diventare, lezione dopo lezione, un vero e proprio strumento di lavoro: un contenitore che si rafforza via via che la fiducia tra le persone cresce, e che rende possibile affrontare, con il tempo, i materiali autobiografici più delicati.

In ciascuna di queste sedi il metodo resta lo stesso — teoria letteraria, spunti di narrative medicine, esercizi guidati — ma il tono di ogni gruppo si costruisce da sé, nell’incontro tra le persone che lo compongono. Non insegno un programma identico applicato a gruppi intercambiabili: insegno un metodo che ogni gruppo, in ogni città, piega alla propria voce.

Le librerie di Udine e Trieste: la soglia

Gli incontri che porto nelle librerie di Udine e Trieste rispondono a una logica diversa, e complementare. Non sono laboratori a cadenza fissa, ma soglie: occasioni singole, aperte, pensate per chi si affaccia per la prima volta alla scrittura di sé o vuole misurarsi con un affondo puntuale — un tema, un autore, un nodo del mestiere — senza il vincolo di un percorso lungo.

Lavorare dentro una libreria ha un significato che non è solo pratico. È un luogo abitato dai libri altrui, dalle voci che chi scrive porta con sé come lettore prima ancora che come autore. Un incontro in libreria comincia sempre, per me, da lì: da un testo che leggiamo insieme, da un autore che diventa specchio e non modello da imitare. È un formato più leggero nella durata, ma non nell’intensità: spesso è proprio l’incontro breve, senza la rete di un percorso lungo alle spalle, a chiedere il massimo di presenza a chi scrive.

Due formati, una sola idea di scrittura Le sedi di Milano, Padova, Bologna e Pordenone costruiscono profondità nel tempo, attraverso la ripetizione e la fiducia di un gruppo che si conosce. Le librerie di Udine e Trieste offrono profondità nell’istante, attraverso l’intensità di un incontro che non si ripete. In entrambi i casi la scrittura resta un atto di cura: cambia la forma del contenitore, non la natura del gesto che vi si compie.

Perché scegliere la presenza

Non è nostalgia per una forma superata. Nell’online conservo tutto ciò che l’online sa dare: accessibilità, continuità per chi vive lontano, la possibilità di rivedere le lezioni. Ma quando è possibile scegliere, scelgo ancora la stanza — perché in una stanza la parola scritta torna a essere anche voce, gesto, sguardo scambiato con chi ci ascolta leggere. Ed è in quello scambio, spesso, che un testo autobiografico smette di essere solo pagina e comincia a essere anche riparazione.

18 pensieri riguardo “Workshop

Aggiungi il tuo

  1. purtroppo per questa data non posso, vi sarei grata se potessi avere le date di prossimi vostri laboratori di questo genere, grazie.

  2. Salve, in che zona di Roma siete? I corsi di scrittura li può fare mio figlio di 10 anni e mia figlia di 12? Magari lezioni private x me ed i miei figli?

  3. Desidero sapere se è prevista l’organizzazione di uno di questi interessantissimi corsi di scrittura creativa qui a Palermo, dove io vivo. Grazie.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑