Le stagioni del Noncello: ritiri stagionali di slow writing a Pordenone

Quattro fine settimana all’anno, uno per ogni stagione, per scrivere e leggere lentamente nella natura. A Pordenone, in un grande parco lungo il fiume Noncello, a pochi minuti dal centro: prati antichi, alberi secolari, acqua di risorgiva.

È il primo ciclo dei Ritiri Slow Writing: il luogo in cui la filosofia della scrittura e della lettura lente diventa esperienza.

Perché quattro stagioni

La scrittura di sé ha a che fare con ciò che torna, ciò che cambia e ciò che resta. Le stagioni offrono a questo lavoro una grammatica naturale: perdere, attendere, rinascere, raccogliere. Non sono metafore decorative. Sono movimenti che ognuno di noi attraversa più volte nella vita, e che in natura si possono osservare da vicino.

Per questo ogni ritiro ha un tema e un compito diversi. E per questo il luogo resta lo stesso: chi torna lo ritrova trasformato, e su quel cambiamento misura il proprio.

Il programma dell’anno

StagioneTemaSu che cosa si lavora
AutunnoCiò che cadeLasciare andare: la memoria, i congedi, ciò che è concluso e chiede di essere salutato
InvernoIl seme sotto la terraAttendere e custodire: il silenzio, il diario, ciò che matura senza farsi vedere
PrimaveraRinascereRicominciare: la scrittura riparativa, ciò che vuole nascere
EstateIl raccoltoRaccogliere: dai frammenti dell’anno a un racconto compiuto

Come si svolge un ritiro

Il gruppo è piccolo, da 8 a 14 persone, perché ciascuno abbia ascolto e una restituzione personale. Le due giornate alternano il parco e una sala al coperto, e seguono sempre lo stesso ritmo:

  • la soglia: si apre in cerchio, con una parola per dire come si arriva;
  • il cammino in ascolto: una passeggiata lenta e silenziosa lungo il fiume, per riaccendere i sensi;
  • la scrittura all’aperto: a mano, sotto gli alberi o sul prato, con consegne brevi e guidate;
  • la lettura che cura: una pagina scelta per la stagione, letta ad alta voce, e una scrittura di risonanza;
  • il laboratorio: al coperto, per trasformare gli appunti in un testo;
  • la restituzione: si legge solo se lo si desidera, in un gruppo che ascolta senza giudicare.

In caso di pioggia il ritiro si svolge comunque, con più tempo al coperto.

L’albero testimone e il Quaderno delle stagioni

Al primo ritiro ogni partecipante sceglie un albero del parco e ne scrive il ritratto. A ogni stagione torna da lui e annota che cosa è cambiato, nell’albero e in sé. È un esercizio semplice, che educa lo sguardo alla pazienza: è così che comincia ogni scrittura autobiografica.

Tutto confluisce nel Quaderno delle stagioni, consegnato all’inizio del percorso. Chi attraversa l’intero anno si ritrova in mano un piccolo libro personale, che può diventare il nucleo di un progetto più ampio.

Per chi

Per chi scrive per sé e cerca un tempo protetto, lontano dagli schermi. Per chi lavora a un progetto autobiografico e ha bisogno di materiale nuovo. Per chi attraversa un passaggio di vita e vuole dargli parole. Per chi ama leggere e desidera farlo insieme ad altri. Non serve esperienza di scrittura.

Chi conduce

Francesco Izzo, insegnante di scrittura, editor e coach narrativo da sedici anni, fondatore de «Il Mestiere di Scrivere» e ideatore del metodo Slow Writing.

Si può partecipare a un solo ritiro o all’intero ciclo. I percorsi del parco sono accessibili e il luogo è raggiungibile a piedi, in autobus e in treno. L’indirizzo del ritrovo viene comunicato agli iscritti.Per iscriverti o ricevere il programma scrivi a ilmestierediscrivere.corsi@gmail.com

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