LA GIOIA DI SCRIVERE: SEI MOVIMENTI DELLA VITA ATTRAVERSO LA SCRITTURA (DAL 4 GIUGNO)

Il corso

La gioia di scrivere è un corso  di scrittura riparativa in sei incontri, costruito attorno a sei movimenti fondamentali della vita umana. Ogni movimento ha una sua simbologia naturale — un elemento del mondo vivente che lo incarna e lo illumina — e diventa il punto di partenza per pratiche di scrittura guidata, riflessioni teoriche e scambio nel gruppo.

Il filo conduttore e la scrittura riparativa: non la scrittura come prestazione estetica, ma come pratica di riconoscimento. Riconoscimento di ciò che si e vissuto, di ciò che si porta, di ciò che si può  ancora offrire a se stessi e agli altri.

Ogni lezione alterna una parte teorica — un autore o un concetto che illumina il movimento della settimana — a pratiche di scrittura guidata, lettura condivisa (per chi lo desidera) e riflessione collettiva. Non e necessaria nessuna esperienza di scrittura creativa pregressa. È necessaria solo la disponibilità a sedersi con la propria storia.

A chi è rivolto

Il laboratorio e aperto a chiunque senta il bisogno di dare forma alla propria esperienza attraverso la scrittura. Non si richiede esperienza letteraria ne capacita di scrittura specifica: si richiede solo la disponibilità a sostare sulla propria storia con attenzione e cura.

I sei movimenti della vita — Programma delle lezioni

LEZIONE  1 La vita che fluisce
Simbolo naturale Il fiumeIl movimento della vita Il movimento del tempo che scorre — presenza e impermanenza
Il primo movimento e quello del flusso: la vita come corrente che non si lascia fermare, che porta via e deposita, che scava il letto della roccia con la sola costanza del suo passare. Il fiume e il simbolo più antico del tempo vissuto — Eraclito sapeva che non si scende due volte nello stesso fiume, e che siamo noi stessi fiume nel fiume. In questa lezione esploriamo la scrittura come pratica del presente: non il passato cristallizzato in memoria, non il futuro proiettato nell’attesa, ma il momento che sta accadendo — e la capacità di nominarlo mentre fluisce. Pratiche di scrittura: Scrivere il fiume: un ricordo legato all’acqua e al movimento — cosa si portava via, cosa depositavaTre istanti: tre frammenti di presente, scritti come haiku in prosa — il momento che non si vuole perdereLa corrente contro: scrivere cio che ha opposto resistenza al fluire — i luoghi in cui la vita si e incagliata  
LEZIONE 2  La vita che ritorna
Simbolo naturale Il semeIl movimento della vita Il movimento del ritorno e della germogliazione — ciò che sembrava perduto e invece vivo
Il seme e il simbolo del ritorno impossibile che diventa possibile. Cade, viene sepolto, scompare sotto la terra — e poi germoglia. Non e lo stesso di prima: e qualcosa di nuovo che porta in se il codice di ciò che era. Così la vita ritorna: non uguale a se stessa, ma riconoscibile. Così la scrittura riparativa lavora — non per recuperare il passato, ma per portarne il seme nel presente. In questa lezione esploriamo il tema del ritorno — alle origini, alle relazioni interrotte, alle parti di se lasciate indietro. Il riferimento teorico e Isabel Allende e la trasmissione intergenerazionale come forma di germogliazione, ma anche la riflessione di Simone Weil sul radicamento come bisogno fondamentale dell’anima. Pratiche di scrittura: Il seme sepolto: scrivere qualcosa che si credeva perduto e che invece e ricomparso — in una forma nuovaLe radici: scrivere le origini — un luogo, una persona, una lingua che porta ancora in se, anche a distanzaGermogliare: scrivere un inizio — qualcosa che sta nascendo adesso, anche se ancora fragile e incerto  
LEZIONE 3  La vita che si ferma
Simbolo naturale La pietraIl movimento della vita Il movimento dell’arresto e della soglia — il corpo fermo che vede
La pietra non fluisce, non germoglia, non vola. Sta. E proprio nel suo stare — nella sua resistenza silenziosa al tempo — porta una forma di saggezza che il movimento non conosce. La vita che si ferma e il movimento più temuto e più necessario: la malattia, la crisi, la pausa forzata, l’immobilita che diventa sguardo. In questa lezione riprendiamo il tema della quarta lezione del percorso precedente — scrivere la malattia e la fragilità — approfondendo la dimensione della soglia: il momento in cui la vita ordinaria si sospende e qualcosa di nuovo diventa possibile vedere. Il riferimento teorico principale e la fenomenologia di Merleau-Ponty sul corpo come luogo di conoscenza, e la riflessione di Eugenio Borgna sulla ferma come forma di epifania. Pratiche di scrittura: La pietra: scrivere un momento in cui ci si e fermati — per forza o per scelta — e cosa si è visto standosi fermiIl peso: scrivere ciò che si porta — non le storie degli altri, ma il peso specifico della propria storia, nella sua consistenza fisicaLa soglia: scrivere un momento-porta — prima e dopo, il confine sottile tra due versioni di se stessi  
LEZIONE 4  La vita che si trasforma
Simbolo naturale Il fuocoIl movimento della vita Il movimento della metamorfosi — bruciare per rinascere
Il fuoco e l’elemento della trasformazione radicale: ciò che brucia non torna uguale a se stesso. La fenice e il mito più esplicito, ma ogni grande tradizione spirituale conosce il fuoco come soglia della rinascita. La vita che si trasforma e il movimento che più spaventa perché richiede di lasciare andare — non si può attraversare il fuoco portando tutto con sé. In questa lezione esploriamo la scrittura come pratica di trasformazione del senso: non cambiano i fatti, cambia il significato che attribuiamo loro. Il riferimento teorico e la rielaborazione junghiana del mito della trasformazione, ma anche la scrittura di Ingeborg Bachmann come attraversamento del fuoco attraverso il linguaggio, e la riflessione di Helene Cixous sullo scrivere come atto di perdita e di scoperta. Pratiche di scrittura: Il prima del fuoco: scrivere chi si era prima di una trasformazione importante — con la precisione di chi sa già come andrà a finireCiò che ha bruciato: scrivere cosa si e perso in una trasformazione — non come lamento, ma come inventario onestoLe ceneri fertili: scrivere cosa e cresciuto nel posto di cio che e bruciato — la vita nuova che non sarebbe stata possibile senza la perdita  
LEZIONE 5  La vita che dona
Simbolo naturale Il fruttoIl movimento della vita Il movimento della maturazione e del dono — ciò che si e diventati e si può offrire
Il frutto e il compimento del ciclo: radice, germoglio, fiore, frutto. In esso si concentra tutto il cammino della pianta — la terra da cui viene, la luce che ha assorbito, la pioggia che ha ricevuto, il vento che ha resistito. Dare frutto non e un atto di generosità spontanea: e il risultato di un lungo processo di maturazione. La vita che dona e quella che ha attraversato abbastanza per avere qualcosa da offrire. In questa lezione esploriamo la scrittura come forma di dono: non scrivere per elaborare (anche quello, ma non solo), ma scrivere per offrire qualcosa agli altri. La testimonianza, la lettera, il testo che diventa dono. Il riferimento teorico e Emmanuel Carrere e la scrittura delle vite altrui come atto di cura, ma anche Lewis Hyde e la sua riflessione sul dono come economia alternativa dell’immaginazione. Pratiche di scrittura: Il frutto della propria storia: scrivere ciò che si e imparato — non come morale, ma come comprensione conquistata con faticaIl ritratto come dono: scrivere qualcuno che si ama nella sua pienezza — il testo come forma di attenzione e di restituzioneLa lettera al futuro: scrivere a chi verrà dopo — un figlio, un nipote, qualcuno che non si conosce — consegnando qualcosa di ciò che si e capito  
LEZIONE La vita che canta
Simbolo naturale Il ventoIl movimento della vita Il movimento della voce trovata — scrivere con gioia, scrivere per scrivere
Il vento non si vede: si sente. Si riconosce dal fruscio delle foglie, dall’inclinazione degli steli, dal modo in cui sposta le nuvole. La voce e come il vento: non la si vede direttamente, si riconosce dagli effetti che produce sulla pagina. La sesta lezione e quella della voce trovata — non imparata, non costruita, ma scoperta. La gioia di scrivere e questo: riconoscere che si ha qualcosa da dire e un modo tutto proprio di dirlo. In questa lezione conclusiva celebriamo il percorso compiuto e apriamo lo sguardo verso ciò che viene dopo. Il riferimento teorico e la poesia di Szymborska con cui il corso ha preso il titolo, ma anche la riflessione di Annie Dillard sulla scrittura come pratica quotidiana di meraviglia, e quella di Toni Morrison sulla voce come identità narrativa irriducibile. Pratiche di scrittura: Il bosco scritto: una scrittura libera, lunga, senza consegna — seguire il filo dove porta, senza correggereLa voce mia: scrivere tre cose che solo tu puoi scrivere — tre osservazioni, tre immagini, tre frasi che portano la tua firma invisibileLa gioia: scrivere un testo che inizi con ‘C’e una gioia in questo…’ — la gioia specifica dello scrivere, del guardare, dell’essere vivi  

Riepilogo del percorso

N.TitoloSimboloIl movimento
1La vita che fluisceIl fiumePresenza e impermanenza
2La vita che ritornaIl semeRitorno e germogliazione
3La vita che si fermaLa pietraArresto e soglia
4La vita che si trasformaIl fuocoMetamorfosi e rinascita
5La vita che donaIl fruttoMaturazione e dono
6La vita che cantaIl ventoVoce trovata e gioia

Informazioni pratiche

Modalità6 lezioni in streaming su Zoom — link inviato dopo l’iscrizione
Orarioore 18.00 – 19.30 (90 minuti a lezione)
Costo229 euro — accesso a tutte le 6 lezioni
MaterialiDispense e pratiche di scrittura inviate prima di ogni lezione
RegistrazioniLe lezioni vengono registrate e condivise con i partecipanti iscritti
Dimensione gruppoMassimo 15 partecipanti per garantire la qualità dello scambio
RequisitiNessuna esperienza di scrittura richiesta — solo disponibilità alla presenza

Iscrizioni

ilmestierediscrivere@gmail.com

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