Diari di scrittura: Marcel Proust
Sotto questo profilo, il mio libro potrebbe essere una specie di saggio di una serie di “Romanzi dell’Inconscio”; non mi vergognerei affatto di dire di “romanzi bergsoniani”, se ne fossi convinto, perché in tutti i tempi succede che la letteratura cerchi di collegarsi – a posteriori, naturalmente – alla filosofia regnante. Ma non sarebbe esatto, perché la mia opera è dominata dalla distinzione fra la memoria involontaria e la memoria volontaria, distinzione che non soltanto non figura nella filosofia di Bergson, ma è addirittura in contraddizione con essa […]
bellissimo!
Le precisazioni di Proust portano alla nostra coscienza e conoscenza quello che noi avvertiamo con la nostra sensibilità e il nostro intuito. Proprio come lui che ha avvertito con la sua sensibilità e ha tradotto in parole con una tecnica straordinaria che molti hanno tentato di imitare senza mai riuscire a raggiungere il Maestro.