Intervistatore: Maestro Murakami, il suo ultimo libro ci offre uno spaccato inaspettato sul suo mestiere. Non è comune che lei parli così apertamente del processo di scrittura. Cosa l’ha spinta a scrivere un’opera del genere?
Murakami: “Ho sempre pensato che scrivere non fosse qualcosa da mistificare, ma da condividere in modo onesto. Non ho scritto per stupire o per sembrare profondo, ma per spiegare alcune cose molto semplici che considero fondamentali. Scrivere romanzi non è un’attività per chi ha un’intelligenza superiore o conoscenze straordinarie. È un atto lento, che si compie a marcia ridotta, come pedalare o camminare. Questo ritmo riflette il mio approccio: ci sono persone che si muovono naturalmente a questa velocità mentale, e sono loro che trovano nel romanzo un mezzo espressivo ideale.”

ciao F,
Ricordo che lo consigliasti qualche anno fa, “per l’umiltà e il lavoro che insegna, oltre alla qualità e la curiosità che esprime”. Anche Pamuk parlava di artigianato della scrittura, ricorderai, “come un artigiano che ogni mattina si siede al suo tavolo e cerca di seguire il suo piano con attenzione e -salvo divagazioni e voli sempre possibili raccontando- cerca di fare il suo dovere… da artigiano.
Un caro saluto. Ivo