Il principio dell’iceberg: la tecnica di scrittura di Ernest Hemingway (con esempi)

Il principio dell’iceberg, elaborato da Ernest Hemingway, è una teoria stilistica e narrativa che descrive il suo approccio alla scrittura. È anche noto come “teoria dell’omissione”. Secondo questa idea, lo scrittore deve concentrarsi sul raccontare solo la “punta dell’iceberg”, ovvero l’essenziale della storia visibile al lettore, lasciando che la maggior parte del significato e delle emozioni rimangano sotto la superficie, implicite ma non dichiarate apertamente.

American writer Ernest Hemingway (1899 – 1961) working at a portable table while on a big game hunt in Kenya, September 1952. (Photo by Earl Theisen/Getty Images)

Elementi del principio dell’iceberg:

  1. Scrittura essenziale e concisa: Hemingway credeva che le storie dovessero essere raccontate in modo chiaro e semplice, senza troppi dettagli superflui o spiegazioni dirette. L’autore omette volontariamente molte informazioni, lasciando al lettore il compito di interpretare e capire ciò che non è detto esplicitamente. Per lui, la forza di una narrazione sta nella sua essenzialità: meno si dice, più il non detto diventa significativo.
  2. Il 90% non detto: Il concetto dell’iceberg deriva dall’idea che solo una piccola parte dell’iceberg (circa il 10%) sia visibile sopra l’acqua, mentre la maggior parte (il 90%) rimane sommersa. Allo stesso modo, nella scrittura di Hemingway, quello che appare nel testo è solo una frazione della realtà della storia o del personaggio. Il lettore deve “immergersi” per scoprire i significati nascosti tra le righe.
  3. L’effetto sull’emozione e la tensione: Hemingway credeva che ciò che viene omesso non indebolisce la storia, anzi, la rende più forte. Le emozioni e i significati sommersi danno spessore ai personaggi e alla trama. Questo metodo crea una tensione sottile, un senso di profondità che coinvolge il lettore in modo più attivo, costringendolo a riflettere e a interpretare gli eventi e le azioni.

Esempi del principio dell’iceberg:

  • Ne “Il vecchio e il mare”: Molte delle emozioni e dei pensieri più profondi di Santiago, il vecchio pescatore, non vengono espressi direttamente. L’uomo affronta una lotta titanica con il pesce, ma le sue riflessioni sul significato della vita, la dignità e la vecchiaia rimangono sottintese, mai esplicitamente analizzate.
  • Ne “Colline come elefanti bianchi”: Questa breve storia è un perfetto esempio del principio dell’iceberg. Due personaggi discutono in modo apparentemente banale, ma sotto la superficie si nasconde una tensione emotiva riguardo a una decisione importante (un aborto). Hemingway non menziona mai esplicitamente l’argomento, ma il lettore è in grado di coglierlo dai dialoghi sobri e dalle pause tra le parole.

Perché Hemingway utilizzava questo principio?

  1. Esperienza giornalistica: Hemingway aveva lavorato come reporter, un lavoro che richiede precisione e brevità. Questo influenzò il suo stile, spingendolo a eliminare ciò che riteneva superfluo e a far emergere solo i dettagli essenziali.
  2. Credibilità e realismo: Hemingway credeva che, omettendo alcune informazioni, i suoi racconti avrebbero acquisito maggiore realismo e autenticità. Nella vita reale, le persone non dicono sempre tutto, lasciano molte cose sottintese. Questo approccio rende i suoi dialoghi e le sue descrizioni più naturali e credibili.
  3. Rispetto per l’intelligenza del lettore: Attraverso l’iceberg, Hemingway mostrava rispetto per il lettore, lasciandogli spazio per interpretare e cogliere da solo i significati più profondi. Non voleva imporre una lettura univoca, ma permettere a ciascuno di trarre le proprie conclusioni

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑