Italo Calvino: perché scrivo
Posso dire che scrivo per comunicare perché la scrittura è il modo in cui riesco a far passare delle cose attraverso di me, delle cose che magari vengono a me dalla cultura che mi circonda, dalla vita, dall’esperienza, dalla letteratura che mi ha preceduto, a cui do quel tanto di personale che hanno tutte le esperienze che passano attraverso una persona umana e poi tornano in circolazione. È per questo che scrivo. Per farmi strumento di qualcosa che è certamente più grande di me e che è il modo in cui gli uomini guardano, commentano, giudicano, esprimono il mondo: farlo passare attraverso di me e rimetterlo in circolazione. Questo è uno dei tanti modi con cui una civiltà, una cultura, una società vive assimilando esperienze e rimettendole in circolazione (1983).
Genio assoluto. Mi rimarrà sempre incomprensibile come non gli possano aver assegnato il Nobel (come ad altri grandissimi: Borges e Kundera, tanto per fare degli esempi).
Caro Francesco, scrivere è un bellissimo modo per far circolare la cultura. Mi ritrovo nelle parole di Calvino e ammiro la sua umiltà. Non conoscevo questo suo scritto e ti ringrazio per averlo pubblicato.
L’ha ribloggato su BluTrasparentee ha commentato:
Perchè per me città invisibili non è solo un libro, ma un modo di vivere
Parole splendide. Il bello è che Calvino non mi piace neanche. Ma possiedo quel pizzico di buon senso sufficiente a distinguere il gusto personale dal riconoscimento del valore di qualcuno. Per questo sono d’accordo con Rossano che avrebbe meritato il Nobel.
Secondo voi sono utili attività per fare pratica come queste http://www.tizianomotti.com/ sempre che si voglia fare della scrittura un mestiere