Rosetta Loy: cominciare a scrivere

«Quando comincio non so quale sviluppo avrà la storia che voglio raccontare; mi è capitato di voler scrivere un romanzo e di essermi fermata al primo capitolo che si è tramutato in un racconto. So solo quello che voglio dire, che è poi quasi sempre la stessa cosa, il rapporto tra il Tempo e la... Continua a leggere →

Flannery O’Connor: scrivere come Flaubert

«Non c’è frase di Madame Bovary che, esaminata, non desti meraviglia, ma ce n’è una particolare davanti alla quale mi arresto ammirata. Flaubert ci ha appena mostrato Emma al piano con Charles che la guarda. Dice: “Batteva sui tasti con disinvoltura, percorrendo senza posa la tastiera da un’estremità all’altra. Così scosso, il vecchio strumento, con... Continua a leggere →

Honoré de Balzac: l’arte della descrizione

Una descrizione non è un puro e semplice quadro d’insieme, un sistema di parole che deve racchiudere la percezione di una realtà sensibile posta sotto gli occhi del lettore. Una descrizione funzionale alla storia che stiamo raccontando deve contenere tutta una serie di elementi ‘drammatici’ che contribuisce a collocare i nostri personaggi nell’ambiente nel quale... Continua a leggere →

Truman Capote: scrivere con stile

«Che cos’è lo stile? Nessuno lo sa veramente; ma o lo si sa o no. Per quanto riguarda me, se mi permette l’immagine alquanto banale, suppongo che lo stile sia lo specchio della sensibilità dello scrittore – più che il contenuto del suo lavoro. Da un certo punto di vista tutti gli scrittori hanno uno... Continua a leggere →

Raymond Carver: il tempo per scrivere

«Se volevo scrivere qualcosa, e portarla a termine, e se volevo essere soddisfatto per un lavoro ultimato, dovevo dedicarmi ai racconti e alle poesie. Cose brevi: avrei potuto sedermi  e, con un po’ di fortuna, scrivere rapidamente e farcela. Molto presto avevo capito che mi sarebbe stato difficile scrivere un romanzo, data la mia ansiosa... Continua a leggere →

Natalia Ginzburg: ritratto di Cesare Pavese

«Il nostro amico viveva nella città come un adolescente: e fino all’ultimo visse così. Le sue giornate erano, come quelle degli adolescenti, lunghissime, e piene di tempo: sapeva trovare spazio per studiare e per scrivere, per guadagnarsi la vita e per oziare sulle strade che amava. Non volle, per molti anni, sottomettersi a un orario... Continua a leggere →

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