“Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo. Si vive soli. Gli altri ci stanno intorno, ma si vive soli. Ognuno è come imprigionato nella sua testa, e tuttavia noi siamo quello che siamo solo grazie agli altri. Gli altri ci “abitano”. Per “altri” si deve intendere la cultura, la famiglia, gli... Continua a leggere →
Rasentare il fuoco
Scrivere è come rasentare il fuoco, e non esiste formula per non bruciarsi. La scrittura non è un atto neutro, perché il risultato, quando si scrive, non è mai rimanere se stessi, ma accettare la scelta di ogni singolo giorno e di raccontare tutta intera la vita, tutta la bellezza, tutto il dolore fuori e... Continua a leggere →
Scrivere a sangue freddo
“Io credo che anche il mio stile abituale sia molto distaccato – l’emotività mi fa perdere il controllo della scrittura: devo liberarmi di tutte le emozioni prima di sentirmi abbastanza cinico da analizzarle e proiettarle e, per quanto mi riguarda, è una delle leggi per arrivare alla vera tecnica. La mia teoria è che uno... Continua a leggere →
Flannery O’Connor: una lezione americana
Flannery O’Connor (1925 – 1964) è stata una delle più importanti narratrici americane, autrice di 32 racconti e due romanzi, tra i quali il celebre “La saggezza nel sangue”. Oltre ad aver creato personaggi memorabili e situazioni al limite del grottesco nei suoi straordinari racconti, ha dedicato molta parte della sua attività all’insegnamento e al... Continua a leggere →
Usare i sensi: “Lolita” di Vladimir Nabokov
Ecco come Vladimir Nabokov, in un mirabile passo del suo maggiore capolavoro, riesce a descrivere un’intera scena e la situazione emotiva del suo protagonista, attivando i sensi del lettore e sottolineando l’aspetto sonoro della realtà nel descrivere l’assenza dell’amata Lolita: “Ciò che udivo era soltanto la melodia dei bambini che giocavano, soltanto quello, e l'aria... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: il mio mestiere
[…] “Ho capito allora che ci si stanca quando si scrive una cosa sul serio. E’ un cattivo segno se non ci si stanca. Uno non può sperare qualcosa di serio così alla leggera, come con una mano sola, svolazzando via fresco fresco. Non si può cavarsela così con poco. Un ritratto della scrittrice italiana... Continua a leggere →
Scrivere le ambientazioni: “Jazz” di Toni Morrison
“Questa città mi piace un casino. La luce del giorno fende gli edifici come la lama di un rasoio tagliandoli in due. Nella parte superiore si vedono volti affacciati e non è facile dire quali siano di persone e quali opera degli scalpellini. Quella inferiore è in ombra, lì trovano posto le cose blasé: clarinetti... Continua a leggere →
Paco Ignacio Taibo II: scrivere nel caos
“C'è gente convinta che un romanzo debba spiegare tutto. Che il romanzo debba essere il riparatore della vita e delle sue incoerenze. Ma la vita è mai stata coerente? E perciò pensa che lo scrittore occupi questa posizione centrale nello spazio e nel tempo per dare un inizio e un finale alle storie (ma lei... Continua a leggere →
L’arte dello scrittore per Abraham Yehoshua
"Secondo me la domanda principale è "come" qualcosa succederà, e non "che cosa" succederà. Riuscire a trattenere l'attenzione di chi legge sul come e non sul cosa è un problema che deve affrontare qualunque scrittore. E' nei libri gialli che per lo più ci si chiede soprattutto che cosa succederà, ma dopo che si è... Continua a leggere →
Scrivere è aumentarsi
Scrivere è un percorso di radicale cambiamento dove scoprirete cose nuove di voi e degli altri. Costruirete nuovi mondi e parole che, una dietro l’altra, daranno senso e sostanza al vostro. Ma vostri sono i materiali che utilizzerete e vostre le scelte. “La vostra storia personale, i vostri incontri, le circostanze della vostra vita. La... Continua a leggere →