In questo breve estratto da un’intervista a Elena Loewenthal, si parla di quel particolare rapporto tra scrittura intima e letteratura, del rischio (o opportunità) implicito che esiste tra raccontare di sé e raccontare di sé attraverso gli altri. Raccontarsi è un gesto di generosità o di narcisismo? «L’uno e l’altro. Scrivendo si rimane in bilico... Continua a leggere →
Ernest Hemingway: se uno scrittore smette di osservare è finito
“Se uno scrittore smette di osservare è finito. Però non serve che lo faccia consapevolmente, pensando che potrebbe servirgli. Magari all’inizio è diverso, ma col tempo tutto quello che vede finisce nella grande riserva delle cose che ha osservato o che conosce. Io quando scrivo cerco sempre di seguire il principio dell’iceberg: i sette ottavi... Continua a leggere →
Rosetta Loy: scrivere nel silenzio
“Per scrivere ho bisogno di essere sola e avere silenzio attorno. Ho anche bisogno di tempo, non riesco a fare niente se non ho almeno un paio d’ore di cui posso disporre totalmente. La vita dello scrivere è scissa, separata da quella ‘fuori’, e per fuori intendo lontano dalla mia scrivania. Scrivo e riscrivo molte... Continua a leggere →
Paul Auster: il mio mestiere
“Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore”. Paul Auster è uno dei più importanti autori contemporanei americani. I suoi romanzi sono apprezzati e letti in tutto il mondo, a partire da “L’invenzione della solitudine” del 1979. Autore poliedrico e prolifico... Continua a leggere →
Gli occhi dello scrittore
“Un altro segnale del talento del giovane scrittore è l’adeguata precisione e originalità del suo ‘occhio’. Il buon scrittore vede le cose in modo netto, vivido, preciso e selettivo (vale a dire che sceglie ciò che è importante) non necessariamente perché la sua capacità di osservazione sia per natura più acuta di quella delle altre... Continua a leggere →
Philip Roth: il mio mestiere
“Il problema è che, quando scrivo, la scrittura nasce da un’esigenza di raccontare, troppo forte per essere frenata anche se a volte mi capita di fermarmi, di non riuscire ad andare avanti, di sentire che tutto è finito, che l’angoscia che ho dentro non lascia più posto alle storie, che le storie possibili sono state... Continua a leggere →
Alice Munro: scrivere o smettere di scrivere
Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa... Continua a leggere →
Rasentare il fuoco
Scrivere è come rasentare il fuoco, e non esiste formula per non bruciarsi. La scrittura non è un atto neutro, perché il risultato, quando si scrive, non è mai rimanere se stessi, ma accettare la scelta di ogni singolo giorno e di raccontare tutta intera la vita, tutta la bellezza, tutto il dolore fuori e... Continua a leggere →
Scrivere a sangue freddo
“Io credo che anche il mio stile abituale sia molto distaccato – l’emotività mi fa perdere il controllo della scrittura: devo liberarmi di tutte le emozioni prima di sentirmi abbastanza cinico da analizzarle e proiettarle e, per quanto mi riguarda, è una delle leggi per arrivare alla vera tecnica. La mia teoria è che uno... Continua a leggere →
Flannery O’Connor: una lezione americana
Flannery O’Connor (1925 – 1964) è stata una delle più importanti narratrici americane, autrice di 32 racconti e due romanzi, tra i quali il celebre “La saggezza nel sangue”. Oltre ad aver creato personaggi memorabili e situazioni al limite del grottesco nei suoi straordinari racconti, ha dedicato molta parte della sua attività all’insegnamento e al... Continua a leggere →