Ferdinando Camon: scrivo per vendetta

“Scrivo per vendetta. Non per giustizia, non per santità, non per gloria: ma per vendetta. Tuttavia, dentro di me, sento questa vendetta come giusta, santa, gloriosa. Mia madre sapeva scrivere solo il suo nome e cognome. Mio padre, poco di più. Nel paese dove sono nato, i contadini analfabeti firmavano con una croce. Quando ricevevano... Continua a leggere →

John Fante: scrivere e gettare via

“Non feci altro che pensarci per tutto il giorno. Ero ossessionato dalla sua nudità bruna e dal suo bacio, dal sapore della sua bocca quando era uscita dall’acqua, e poi vedevo me, bianco e verginale, che trattenevo il respiro per far rientrare lo stomaco e mi coprivo i lombi con le mani. Passai ore intere... Continua a leggere →

Elena Loewenthal: scrivere di sé

In questo breve estratto da un’intervista a Elena Loewenthal, si parla di quel particolare rapporto tra scrittura intima e letteratura, del rischio (o opportunità) implicito che esiste tra raccontare di sé e raccontare di sé attraverso gli altri. Raccontarsi è un gesto di generosità o di narcisismo? «L’uno e l’altro. Scrivendo si rimane in bilico... Continua a leggere →

Rosetta Loy: scrivere nel silenzio

“Per scrivere ho bisogno di essere sola e avere silenzio attorno. Ho anche bisogno di tempo, non riesco a fare niente se non ho almeno un paio d’ore di cui posso disporre totalmente. La vita dello scrivere è scissa, separata da quella ‘fuori’, e per fuori intendo lontano dalla mia scrivania. Scrivo e riscrivo molte... Continua a leggere →

Paul Auster: il mio mestiere

“Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore”. Paul Auster è uno dei più importanti autori contemporanei americani. I suoi romanzi sono apprezzati e letti in tutto il mondo, a partire da “L’invenzione della solitudine” del 1979. Autore poliedrico e prolifico... Continua a leggere →

Gli occhi dello scrittore

“Un altro segnale del talento del giovane scrittore è l’adeguata precisione e originalità del suo ‘occhio’. Il buon scrittore vede le cose in modo netto, vivido, preciso e selettivo (vale a dire che sceglie ciò che è importante) non necessariamente perché la sua capacità di osservazione sia per natura più acuta di quella delle altre... Continua a leggere →

Philip Roth: il mio mestiere

“Il problema è che, quando scrivo, la scrittura nasce da un’esigenza di raccontare, troppo forte per essere frenata anche se a volte mi capita di fermarmi, di non riuscire ad andare avanti, di sentire che tutto è finito, che l’angoscia che ho dentro non lascia più posto alle storie, che le storie possibili sono state... Continua a leggere →

Alice Munro: scrivere o smettere di scrivere

Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede,  fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa... Continua a leggere →

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