«L’anticamera della stanza dove lavoro è sempre affollata di storie che aspettano di essere raccontate. Io un po’ le blandisco e un po’ le trascuro, perché non posso dedicarmi a più di una storia per volta, ma ho già stabilito i turni: quando avrò finito di occuparmi della storia “a” (la favorita del momento), mi... Continua a leggere →
Anton Cechov: io rappresento la vita com’è
«A me pare non tocchi ai narratori risolvere problemi come quelli di Dio, del pessimismo, ecc. Compito del narratore è soltanto descrivere chi, come e in quali circostanze ha parlato o meditato su Dio o sul pessimismo. L’artista non deve essere giudice dei suoi personaggi né di ciò che essi dicono; ma sono testimone spassionato.... Continua a leggere →
Truman Capote: scrivere con stile
«Che cos’è lo stile? Nessuno lo sa veramente; ma o lo si sa o no. Per quanto riguarda me, se mi permette l’immagine alquanto banale, suppongo che lo stile sia lo specchio della sensibilità dello scrittore – più che il contenuto del suo lavoro. Da un certo punto di vista tutti gli scrittori hanno uno... Continua a leggere →
Mario Vargas Llosa: il virus della scrittura
Non credo che quello che propone Mario Vargas Llosa sia il solo modo di concepire la propria vita contaminata dalla scrittura, ma certamente ci pone di fronte a quella responsabilità che rappresenta la scelta di scrivere, come qualcosa che, se perseguita in maniera totalizzante, possa cambiare il senso profondo della nostra interpretazione delle cose del... Continua a leggere →
Scrivere per il cinema: che cosa sono le regole per lo sceneggiatore
“È una strana cosa”, disse una volta Turgenev con un sospiro. “Un compositore studia armonia e teoria delle forme musicali; un pittore non dipinge un quadro senza conoscere qualcosa sui colori e sul disegno; l’architettura richiede una conoscenza scolastica di base. Solo quando qualcuno decide di incominciare a scrivere, crede che non sia necessario imparare... Continua a leggere →
Erri De Luca: io racconto solo storie
“Io racconto solo storie che mi sono capitate o si sono svolte nei miei paraggi, e dunque non ho la fatica dello scrittore che deve inventare: semplicemente d’improvviso mi ricordo, e questo è il tratto comune di tutte le mie storie. Quello che poi le fa diventare ‘tante’ storie è il fatto che sono recidivo... Continua a leggere →
Marguerite Yourcenar: la gioia della scrittura
“La scrittura è un lavoro, ma è anche quasi un gioco, e una gioia, perché l’essenziale non è la scrittura, è la visione. Ho sempre scritto i miei libri col pensiero prima di trascriverli sulla carta, e a volte li ho perfino dimenticati per dieci anni prima di dar loro una forma scritta. Non mi... Continua a leggere →
Gesualdo Bufalino: si scrive per lavarsi il cuore
"Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore. Si scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto. Ritengo che nessuno senza memoria possa scrivere un libro, che l'uomo sia nessuno senza memoria. Io credo di essere un collezionista di ricordi, un seduttore di spettri. La realtà e la finzione sono due... Continua a leggere →
Ferdinando Camon: scrivo per vendetta
“Scrivo per vendetta. Non per giustizia, non per santità, non per gloria: ma per vendetta. Tuttavia, dentro di me, sento questa vendetta come giusta, santa, gloriosa. Mia madre sapeva scrivere solo il suo nome e cognome. Mio padre, poco di più. Nel paese dove sono nato, i contadini analfabeti firmavano con una croce. Quando ricevevano... Continua a leggere →
John Fante: scrivere e gettare via
“Non feci altro che pensarci per tutto il giorno. Ero ossessionato dalla sua nudità bruna e dal suo bacio, dal sapore della sua bocca quando era uscita dall’acqua, e poi vedevo me, bianco e verginale, che trattenevo il respiro per far rientrare lo stomaco e mi coprivo i lombi con le mani. Passai ore intere... Continua a leggere →