Jack London è stato il poeta del movimento e della strada (anticipatore, in tal senso, della beat generation), il narratore vagabondo che ha attraversato il suo tempo senza mai porre limiti alla sua vita e alla sua fantasia. Anche le sue riflessioni sulla scrittura sono irrorati da questo stesso spirito battagliero, consapevole che le parole... Continua a leggere →
Louis-Ferdinand Céline: scrivere nel fuoco
La scrittura di Louis-Ferdinand Céline è una vetta da scalare senza pregiudizi, bisogna immergersi nel suo caos, e nella forma frenetica della sua disperazione. La misura di ogni frase di Céline è come fuoco sparso al posto della punteggiatura, che attraversa parole e immagini, un ritmo vitale da indomabile animale letterario che si segue col... Continua a leggere →
La primavera bruciata di Beppe Fenoglio
“Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano” (Beppe Fenoglio, Alba, 1 marzo 1922 – Torino, 18 febbraio 1963). Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano, prosa tagliente e asciutta come un coltello, una vita consumata a spremere parole per raccontare una giovinezza... Continua a leggere →
Virginia Woolf: il ‘piacere’ di leggere
"... Il solo consiglio che si può dare sulla lettura è quello di non seguire nessun consiglio, bensì il proprio istinto; fare uso della propria ragione, trarre le proprie conclusioni [...] tuttavia [...] dirò che per godere la libertà bisogna sapere controllarsi. Non dobbiamo scialacquare le nostre forze [...] dobbiamo impiegare quelle forze accuratamente e... Continua a leggere →
Amitav Ghosh: scrivere per combattere il silenzio
“Ogni parola che scrivo su quegli eventi del 1964 è il risultato di una battaglia contro il silenzio. Una battaglia che sono destinato a perdere, perché, anche dopo tutti questi anni non so dove, in quale recesso del mio mondo vive questo silenzio del quale so soltanto ciò che non è. Ad esempio non è... Continua a leggere →
Primo Levi: perché si scrive
“Avviene spesso che un lettore, di solito un giovane, chieda a uno scrittore, in tutta semplicità, perché ha scritto un certo libro, o perché lo ha scritto così, o anche, più generalmente, perché scrive e perché gli scrittori scrivono. A questa ultima domanda, che contiene le altre, non è facile rispondere: non sempre uno scrittore... Continua a leggere →
Marguerite Duras: la carne delle parole
Ecco un passo della nitida e sensuale scrittura della scrittrice francese Marguerite Duras, che racconta l’amore, il destino di due corpi, e l’assenza di un amore perduto in una scena davvero commovente. Ogni dettaglio ed ogni parola sembra cantare una triste canzone di questo amore perduto. “E’ sdraiato accanto a lei. Lei sta sotto la... Continua a leggere →
Gli spazi della scrittura: gli altri
“Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo. Si vive soli. Gli altri ci stanno intorno, ma si vive soli. Ognuno è come imprigionato nella sua testa, e tuttavia noi siamo quello che siamo solo grazie agli altri. Gli altri ci “abitano”. Per “altri” si deve intendere la cultura, la famiglia, gli... Continua a leggere →
Ambientazioni: la California di John Fante
“Così l’ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c’è la polvere dell’Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una... Continua a leggere →
Ferdinando Camon: perché scrivo
“Scrivo per vendetta. Non per giustizia, non per santità, non per gloria: ma per vendetta. Tuttavia, dentro di me, sento questa vendetta come giusta, santa, gloriosa. Mia madre sapeva scrivere solo il suo nome e cognome. Mio padre, poco di più. Nel paese dove sono nato, i contadini analfabeti firmavano con una croce. Quando ricevevano... Continua a leggere →