«Personalmente non potrei vivere senza la mia arte, ma non l’ho mai posta al di sopra di tutto: se mi è necessaria, è invece perché non si estranea da nessuno e mi permette di vivere come sono al livello di tutti. L’arte non è ai miei occhi gioia solitaria: è invece un mezzo per commuovere... Continua a leggere →
Elio Vittorini: scrivere per dire la verità
«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione;... Continua a leggere →
Raymond Carver: il tempo per scrivere
«Se volevo scrivere qualcosa, e portarla a termine, e se volevo essere soddisfatto per un lavoro ultimato, dovevo dedicarmi ai racconti e alle poesie. Cose brevi: avrei potuto sedermi e, con un po’ di fortuna, scrivere rapidamente e farcela. Molto presto avevo capito che mi sarebbe stato difficile scrivere un romanzo, data la mia ansiosa... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: ritratto di Cesare Pavese
«Il nostro amico viveva nella città come un adolescente: e fino all’ultimo visse così. Le sue giornate erano, come quelle degli adolescenti, lunghissime, e piene di tempo: sapeva trovare spazio per studiare e per scrivere, per guadagnarsi la vita e per oziare sulle strade che amava. Non volle, per molti anni, sottomettersi a un orario... Continua a leggere →
Georges Simenon: un titano della scrittura
Non è mai facile parlare di Simenon. La sua opera monumentale intimorisce e spesso distrae da quella che è stata la sua grandezza stilistica, la cifra della sua prosa cristallina ed essenziale. La parabola editoriale dello scrittore belga è composta da settantacinque Maigret, centodiciassette romanzi ‘duri’ (i romanzi senza Maigret, per intenderci) e oltre cinquecento... Continua a leggere →
Jack London: la “filosofia” dello scrittore
«Ogni scrittore che abbia avuto un successo duraturo possedeva questa filosofia. Un punto di vista che era proprio a lui solo. Un metro di paragone con il quale misurava tutto ciò che attirava la sua attenzione. Con questa filosofia metteva a fuoco i personaggi che delineava, i pensieri che esprimeva. Grazie ad essa le sue... Continua a leggere →
Paul Eluard: la poesia è contagiosa
“I veri poeti non hanno mai creduto che la vera poesia appartenesse loro in proprio. Sulle labbra degli uomini, la parola non è mai venuta meno; le parole, i canti, le grida si succedono senza fine, s’incrociano, si urtano, si confondono. L’impulso della funzione linguaggio è stato condotto fino all’esagerazione, fino all’esuberanza, fino all’innocenza. Le... Continua a leggere →
Julio Cortázar: Vestire un’ombra
“La cosa più difficile è cercarla, individuare il suo limite lì dove si fonde con la penombra ai suoi bordi. Sceglierla fra tante, separarla dalla luce che ogni ombra respira in segreto, pericolosamente. Allora si comincerà a vestirla come distratti, senza muoversi troppo, senza spaventarla o dissolverla: operazione iniziale in cui il nulla si cela... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: scrivere in tempi di guerra
“Non guariremo mai da questa guerra. È inutile. Non saremo mai più gente serena, gente che pensa e studia e compone la sua vita in pace. Vedete cosa è stato fatto di noi. Non saremo mai più gente tranquilla. C’è ancora qualcuno che si lagna del fatto che gli scrittori si servano d’un linguaggio amaro... Continua a leggere →
Edith Wharton: verità e letteratura
Edith Wharton (New York, 24 gennaio 1862 – Saint-Brice-sous-Forêt, 11 agosto 1937) è stata una scrittrice americana che ha descritto con particolare efficacia limiti e conflitti della società del primo Novecento. Amica e confidente di Henry James, è stata la prima donna a vincere un Premio Pulitzer nel 1921 con il romanzo “L’età dell’innocenza” dal... Continua a leggere →