Primo Levi: perché si scrive

“Avviene spesso che un lettore, di solito un giovane, chieda a uno scrittore, in tutta semplicità, perché ha scritto un certo libro, o perché lo ha scritto così, o anche, più generalmente, perché scrive e perché gli scrittori scrivono. A questa ultima domanda, che contiene le altre, non è facile rispondere: non sempre uno scrittore... Continua a leggere →

Marguerite Duras: la carne delle parole

Ecco un passo della nitida e sensuale scrittura della scrittrice francese Marguerite Duras, che racconta l’amore,  il destino di due corpi, e l’assenza di un amore perduto in una scena davvero commovente. Ogni dettaglio ed ogni parola sembra cantare una triste canzone di questo amore perduto. “E’ sdraiato accanto a lei. Lei sta sotto la... Continua a leggere →

Sàndor Màrai: scrivere ad occhi chiusi

“Askenasi si sedette sulla roccia squadrata e cominciò ad ascoltare il mare. Un testo straniero, pensò, una lingua monosillabica. Forse non ha nemmeno coniugazioni. Solo ritmo... Come chi improvvisamente comincia a capire qualche parola di una lingua completamente sconosciuta, si chinò in avanti con espressione inquieta e tese l’orecchio verso quel ritmo ostinato. Sta dicendo... Continua a leggere →

Alice Munro: scrivere o smettere di scrivere

Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede,  fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa... Continua a leggere →

Gli spazi della scrittura: gli altri

“Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo. Si vive soli. Gli altri ci stanno intorno, ma si vive soli. Ognuno è come imprigionato nella sua testa, e tuttavia noi siamo quello che siamo solo grazie agli altri. Gli altri ci “abitano”. Per “altri” si deve intendere la cultura, la famiglia, gli... Continua a leggere →

Rasentare il fuoco

Scrivere è come rasentare il fuoco, e non esiste formula per non bruciarsi. La scrittura non è un atto neutro, perché il risultato, quando si scrive, non è mai rimanere se stessi, ma accettare la scelta di ogni singolo giorno e di raccontare tutta intera la vita, tutta la bellezza, tutto il dolore fuori e... Continua a leggere →

Scrivere a sangue freddo

“Io credo che anche il mio stile abituale sia molto distaccato – l’emotività mi fa perdere il controllo della scrittura: devo liberarmi di tutte le emozioni prima di sentirmi abbastanza cinico  da analizzarle e proiettarle e, per quanto mi riguarda, è una delle leggi per arrivare alla vera tecnica. La mia teoria è che uno... Continua a leggere →

Flannery O’Connor: una lezione americana

Flannery O’Connor (1925 – 1964) è stata una delle più importanti narratrici americane, autrice di 32 racconti e due romanzi, tra i quali il celebre “La saggezza nel sangue”. Oltre ad aver creato personaggi memorabili e situazioni al limite del grottesco nei suoi straordinari racconti, ha dedicato molta parte della sua attività all’insegnamento e al... Continua a leggere →

Usare i sensi: “Lolita” di Vladimir Nabokov

Ecco come Vladimir  Nabokov, in un mirabile passo del suo maggiore capolavoro, riesce a descrivere un’intera scena e la situazione emotiva del suo protagonista, attivando i sensi del lettore e sottolineando l’aspetto sonoro della realtà nel descrivere l’assenza dell’amata Lolita: “Ciò che udivo era soltanto la melodia dei bambini che giocavano, soltanto quello, e l'aria... Continua a leggere →

Natalia Ginzburg: il mio mestiere

[…] “Ho capito allora che ci si stanca quando si scrive una cosa sul serio. E’ un cattivo segno se non ci si stanca. Uno non può sperare qualcosa di serio così alla leggera, come con una mano sola, svolazzando via fresco fresco. Non si può cavarsela così con poco. Un ritratto della scrittrice italiana... Continua a leggere →

Blog su WordPress.com.

Su ↑