Giorgio Manganelli: perché rileggere i libri

"Una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture; forse, semplicemente una civiltà. Ci sono generazioni che hanno conseguito una dignità duratura leggendo e rileggendo un solo libro, la Bibbia. Non leggevano altro, ma tanto bastava a farli individui colti, talora artisti, letterati, scrittori. ‘I promessi sposi’, ‘La Divina Commedia’ sono stati... Continua a leggere →

Rosetta Loy: scrivere nel silenzio

“Per scrivere ho bisogno di essere sola e avere silenzio attorno. Ho anche bisogno di tempo, non riesco a fare niente se non ho almeno un paio d’ore di cui posso disporre totalmente. La vita dello scrivere è scissa, separata da quella ‘fuori’, e per fuori intendo lontano dalla mia scrivania. Scrivo e riscrivo molte... Continua a leggere →

Jack London: scrivere nella tempesta

Jack London è stato il poeta del movimento e della strada (anticipatore, in tal senso, della beat generation), il narratore vagabondo che ha attraversato il suo tempo senza mai porre limiti alla sua vita e alla sua fantasia. Anche le sue riflessioni sulla scrittura sono irrorati da questo stesso spirito battagliero, consapevole che le parole... Continua a leggere →

Orhan Pamuk: scrivere gli altri

Questo male che ti senti addosso, non è soltanto il tuo; e della tua stessa gioia hanno gioito anche gli altri. Questa particolare qualità dello scrittore, la capacità di ‘sentire’ gli altri come si sente se stessi, appartiene alle riflessioni di molti autori, che per scrivere bisogna essere capaci di provare anche le emozioni che... Continua a leggere →

Elsa Morante: scrivere per ricordare

"Che il segreto dell'arte sia qui? Ricordare come l'opera si è vista in uno stato di sogno, ridirla come si è vista, cercare soprattutto di ricordare. Ché forse tutto l'inventare è ricordare". Roma, 23 gennaio 1938, da Diario 1938 Ecco come la scrittrice Elsa Morante, nelle prime pagine del suo capolavoro “Aracoeli”, introduce il tema... Continua a leggere →

Louis-Ferdinand Céline: scrivere nel fuoco

La scrittura di Louis-Ferdinand Céline è una vetta da scalare senza pregiudizi, bisogna immergersi nel suo caos, e nella forma frenetica della sua disperazione. La misura di ogni frase di Céline è come fuoco sparso al posto della punteggiatura, che attraversa parole e immagini, un ritmo vitale da indomabile animale letterario che si segue col... Continua a leggere →

La primavera bruciata di Beppe Fenoglio

“Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano” (Beppe Fenoglio, Alba, 1 marzo 1922 – Torino, 18 febbraio 1963). Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano, prosa tagliente e asciutta come un coltello, una vita consumata a spremere parole  per raccontare una giovinezza... Continua a leggere →

Paul Auster: il mio mestiere

“Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore”. Paul Auster è uno dei più importanti autori contemporanei americani. I suoi romanzi sono apprezzati e letti in tutto il mondo, a partire da “L’invenzione della solitudine” del 1979. Autore poliedrico e prolifico... Continua a leggere →

Gli occhi dello scrittore

“Un altro segnale del talento del giovane scrittore è l’adeguata precisione e originalità del suo ‘occhio’. Il buon scrittore vede le cose in modo netto, vivido, preciso e selettivo (vale a dire che sceglie ciò che è importante) non necessariamente perché la sua capacità di osservazione sia per natura più acuta di quella delle altre... Continua a leggere →

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