“Non guariremo mai da questa guerra. È inutile. Non saremo mai più gente serena, gente che pensa e studia e compone la sua vita in pace. Vedete cosa è stato fatto di noi. Non saremo mai più gente tranquilla. C’è ancora qualcuno che si lagna del fatto che gli scrittori si servano d’un linguaggio amaro... Continua a leggere →
Ennio Flaiano: come leggere un libro
“La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione. Oppure con un’attenzione che fa parte dell’intesa autore-lettore. Si legge come si fuma, per tenere occupate le mani e gli occhi. Libri già cominciano a trovarsi abbandonati sui sedili... Continua a leggere →
Marguerite Yourcenar: la gioia della scrittura
“La scrittura è un lavoro, ma è anche quasi un gioco, e una gioia, perché l’essenziale non è la scrittura, è la visione. Ho sempre scritto i miei libri col pensiero prima di trascriverli sulla carta, e a volte li ho perfino dimenticati per dieci anni prima di dar loro una forma scritta. Non mi... Continua a leggere →
Abraham Yehoshua: lo scrittore allo specchio
"Dal momento in cui uno scrive di cose che gli sono successe davvero, entra troppo direttamente nel testo, non lo elabora abbastanza, e corre il rischio di dimenticare che quello che è chiaro per lui, deve esserlo anche per chi legge. Quando le cose sono troppo personali non avviene il transfer attraverso il quale la... Continua a leggere →
Gesualdo Bufalino: si scrive per lavarsi il cuore
"Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore. Si scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto. Ritengo che nessuno senza memoria possa scrivere un libro, che l'uomo sia nessuno senza memoria. Io credo di essere un collezionista di ricordi, un seduttore di spettri. La realtà e la finzione sono due... Continua a leggere →
Ferdinando Camon: scrivo per vendetta
“Scrivo per vendetta. Non per giustizia, non per santità, non per gloria: ma per vendetta. Tuttavia, dentro di me, sento questa vendetta come giusta, santa, gloriosa. Mia madre sapeva scrivere solo il suo nome e cognome. Mio padre, poco di più. Nel paese dove sono nato, i contadini analfabeti firmavano con una croce. Quando ricevevano... Continua a leggere →
Lo stile: la forma del tempo
Nelle narrazioni una fondamentale scelta formale che incide sul tono e lo stile di tutto un romanzo o un racconto è la ‘linea del tempo’ utilizzata. Quando leggete un romanzo scritto in tempo passato, si da per implicito il fatto che qualcuno stia guardando indietro a tutto quello che ha vissuto. Inoltre, nella maggior parte... Continua a leggere →
Milan Kundera: il personaggio e l’enigma dell’io
“Tutti i romanzi di tutti i tempi indagano l’enigma dell’io. Dal momento in cui si crea un essere immaginario, un personaggio, ci si trova automaticamente di fronte alla domanda: che cos’è l’io? In che modo lo si può cogliere? È una delle domande fondamentali sulle quali è fondato il romanzo in quanto tale. Dalle diverse... Continua a leggere →
Marcel Proust: Del piacere di leggere
“Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto. Tutto ciò che li riempiva agli occhi degli altri e che noi evitavamo come un ostacolo volgare a un piacere divino: il gioco che un amico... Continua a leggere →
Edith Wharton: verità e letteratura
Edith Wharton (New York, 24 gennaio 1862 – Saint-Brice-sous-Forêt, 11 agosto 1937) è stata una scrittrice americana che ha descritto con particolare efficacia limiti e conflitti della società del primo Novecento. Amica e confidente di Henry James, è stata la prima donna a vincere un Premio Pulitzer nel 1921 con il romanzo “L’età dell’innocenza” dal... Continua a leggere →