«Non c’è frase di Madame Bovary che, esaminata, non desti meraviglia, ma ce n’è una particolare davanti alla quale mi arresto ammirata. Flaubert ci ha appena mostrato Emma al piano con Charles che la guarda. Dice: “Batteva sui tasti con disinvoltura, percorrendo senza posa la tastiera da un’estremità all’altra. Così scosso, il vecchio strumento, con... Continua a leggere →
Honoré de Balzac: l’arte della descrizione
Una descrizione non è un puro e semplice quadro d’insieme, un sistema di parole che deve racchiudere la percezione di una realtà sensibile posta sotto gli occhi del lettore. Una descrizione funzionale alla storia che stiamo raccontando deve contenere tutta una serie di elementi ‘drammatici’ che contribuisce a collocare i nostri personaggi nell’ambiente nel quale... Continua a leggere →
Anton Cechov: io rappresento la vita com’è
«A me pare non tocchi ai narratori risolvere problemi come quelli di Dio, del pessimismo, ecc. Compito del narratore è soltanto descrivere chi, come e in quali circostanze ha parlato o meditato su Dio o sul pessimismo. L’artista non deve essere giudice dei suoi personaggi né di ciò che essi dicono; ma sono testimone spassionato.... Continua a leggere →
Elio Vittorini: scrivere per dire la verità
«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione;... Continua a leggere →
Truman Capote: scrivere con stile
«Che cos’è lo stile? Nessuno lo sa veramente; ma o lo si sa o no. Per quanto riguarda me, se mi permette l’immagine alquanto banale, suppongo che lo stile sia lo specchio della sensibilità dello scrittore – più che il contenuto del suo lavoro. Da un certo punto di vista tutti gli scrittori hanno uno... Continua a leggere →
Raymond Carver: il tempo per scrivere
«Se volevo scrivere qualcosa, e portarla a termine, e se volevo essere soddisfatto per un lavoro ultimato, dovevo dedicarmi ai racconti e alle poesie. Cose brevi: avrei potuto sedermi e, con un po’ di fortuna, scrivere rapidamente e farcela. Molto presto avevo capito che mi sarebbe stato difficile scrivere un romanzo, data la mia ansiosa... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: ritratto di Cesare Pavese
«Il nostro amico viveva nella città come un adolescente: e fino all’ultimo visse così. Le sue giornate erano, come quelle degli adolescenti, lunghissime, e piene di tempo: sapeva trovare spazio per studiare e per scrivere, per guadagnarsi la vita e per oziare sulle strade che amava. Non volle, per molti anni, sottomettersi a un orario... Continua a leggere →
Gesualdo Bufalino: come scrivo
«Scrivo a penna (una biro rossa, una nera, due Parker) su risme di carte qualunque, volentieri anche sul verso di vecchie bozze, di dattiloscritti da macero. A un certo punto un bisogno di pulizia mi spinge a copiare a macchina le pagine che abbiano una parvenza di definizione. Presto però intervengono ulteriori aggiunte, cancellazione, rimaneggiamenti... Continua a leggere →
Fedor Dostoevskij: come nasce un romanzo
Ecco come Fëdor Michajlovič Dostoevskij, in una celebre lettera, descrive l’idea tematica de “L’idiota” e presenta il personaggio centrale della vicenda, il principe Myškin, una delle figure più straordinarie del romanzo ottocentesco. «E così io, tre settimane fa, mi sono messo a scrivere un nuovo romanzo e ci lavoro giorno e notte. L’idea del romanzo... Continua a leggere →
Georges Simenon: un titano della scrittura
Non è mai facile parlare di Simenon. La sua opera monumentale intimorisce e spesso distrae da quella che è stata la sua grandezza stilistica, la cifra della sua prosa cristallina ed essenziale. La parabola editoriale dello scrittore belga è composta da settantacinque Maigret, centodiciassette romanzi ‘duri’ (i romanzi senza Maigret, per intenderci) e oltre cinquecento... Continua a leggere →