Orhan Pamuk: essere scrittore

Qual è il senso della letteratura? Come nasce un romanzo? In tre appassionate conferenze tenute nell’arco di un anno, fino al discorso di accettazione del Premio Nobel 2006, Orhan Pamuk disegna un ritratto dello scrittore nel mondo contemporaneo. La letteratura inizia dal gesto di chi si chiude in una stanza, si ripiega in sé stesso... Continua a leggere →

George Steiner: la critica letteraria

«La critica letteraria dovrebbe scaturire da un debito di amore. In modi evidenti e tuttavia misteriosi una poesia o un dramma o un romanzo afferrano la nostra immaginazione. Nel momento in cui deponiamo un libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo. Per usare un’immagine rubata a un’altra regione: chi ha davvero assimilato... Continua a leggere →

Dostoevskij e il “potere di ispirazione”

Non c’è niente di meglio che confrontarsi direttamente con le parole di Dostoevskij per misurare il suo potere di ispirazione, la sua capacità di raccogliere granelli di bellezza ad ogni nuova lettura di un classico, o dalla semplice constatazione della realtà e dell’uomo. In questo senso vanno letti questi estratti del suo pensiero. Tra lettere... Continua a leggere →

Italo Calvino: perché leggere i classici

I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…».  Leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso (ma non si può dire maggiore o minore) rispetto a quello di averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura... Continua a leggere →

Italo Calvino: perché leggere i classici

I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…».  Leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso (ma non si può dire maggiore o minore) rispetto a quello di averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura... Continua a leggere →

George Steiner: la critica letteraria

«La critica letteraria dovrebbe scaturire da un debito di amore. In modi evidenti e tuttavia misteriosi una poesia o un dramma o un romanzo afferrano la nostra immaginazione. Nel momento in cui deponiamo un libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo. Per usare un'immagine rubata a un'altra regione: chi ha davvero assimilato... Continua a leggere →

Gesualdo Bufalino: come scrivo

«Scrivo a penna (una biro rossa, una nera, due Parker) su risme di carte qualunque, volentieri anche sul verso di vecchie bozze, di dattiloscritti da macero. A un certo punto un bisogno di pulizia mi spinge a copiare a macchina le pagine che abbiano una parvenza di definizione. Presto però intervengono ulteriori aggiunte, cancellazione, rimaneggiamenti... Continua a leggere →

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