“Il problema è che, quando scrivo, la scrittura nasce da un’esigenza di raccontare, troppo forte per essere frenata anche se a volte mi capita di fermarmi, di non riuscire ad andare avanti, di sentire che tutto è finito, che l’angoscia che ho dentro non lascia più posto alle storie, che le storie possibili sono state... Continua a leggere →
Virginia Woolf: il ‘piacere’ di leggere
"... Il solo consiglio che si può dare sulla lettura è quello di non seguire nessun consiglio, bensì il proprio istinto; fare uso della propria ragione, trarre le proprie conclusioni [...] tuttavia [...] dirò che per godere la libertà bisogna sapere controllarsi. Non dobbiamo scialacquare le nostre forze [...] dobbiamo impiegare quelle forze accuratamente e... Continua a leggere →
Amitav Ghosh: scrivere per combattere il silenzio
“Ogni parola che scrivo su quegli eventi del 1964 è il risultato di una battaglia contro il silenzio. Una battaglia che sono destinato a perdere, perché, anche dopo tutti questi anni non so dove, in quale recesso del mio mondo vive questo silenzio del quale so soltanto ciò che non è. Ad esempio non è... Continua a leggere →
Primo Levi: perché si scrive
“Avviene spesso che un lettore, di solito un giovane, chieda a uno scrittore, in tutta semplicità, perché ha scritto un certo libro, o perché lo ha scritto così, o anche, più generalmente, perché scrive e perché gli scrittori scrivono. A questa ultima domanda, che contiene le altre, non è facile rispondere: non sempre uno scrittore... Continua a leggere →
Marguerite Duras: la carne delle parole
Ecco un passo della nitida e sensuale scrittura della scrittrice francese Marguerite Duras, che racconta l’amore, il destino di due corpi, e l’assenza di un amore perduto in una scena davvero commovente. Ogni dettaglio ed ogni parola sembra cantare una triste canzone di questo amore perduto. “E’ sdraiato accanto a lei. Lei sta sotto la... Continua a leggere →
Sàndor Màrai: scrivere ad occhi chiusi
“Askenasi si sedette sulla roccia squadrata e cominciò ad ascoltare il mare. Un testo straniero, pensò, una lingua monosillabica. Forse non ha nemmeno coniugazioni. Solo ritmo... Come chi improvvisamente comincia a capire qualche parola di una lingua completamente sconosciuta, si chinò in avanti con espressione inquieta e tese l’orecchio verso quel ritmo ostinato. Sta dicendo... Continua a leggere →
Alice Munro: scrivere o smettere di scrivere
Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa... Continua a leggere →
Gli spazi della scrittura: gli altri
“Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo. Si vive soli. Gli altri ci stanno intorno, ma si vive soli. Ognuno è come imprigionato nella sua testa, e tuttavia noi siamo quello che siamo solo grazie agli altri. Gli altri ci “abitano”. Per “altri” si deve intendere la cultura, la famiglia, gli... Continua a leggere →
Rasentare il fuoco
Scrivere è come rasentare il fuoco, e non esiste formula per non bruciarsi. La scrittura non è un atto neutro, perché il risultato, quando si scrive, non è mai rimanere se stessi, ma accettare la scelta di ogni singolo giorno e di raccontare tutta intera la vita, tutta la bellezza, tutto il dolore fuori e... Continua a leggere →
Scrivere a sangue freddo
“Io credo che anche il mio stile abituale sia molto distaccato – l’emotività mi fa perdere il controllo della scrittura: devo liberarmi di tutte le emozioni prima di sentirmi abbastanza cinico da analizzarle e proiettarle e, per quanto mi riguarda, è una delle leggi per arrivare alla vera tecnica. La mia teoria è che uno... Continua a leggere →