«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione;... Continua a leggere →
Truman Capote: scrivere con stile
«Che cos’è lo stile? Nessuno lo sa veramente; ma o lo si sa o no. Per quanto riguarda me, se mi permette l’immagine alquanto banale, suppongo che lo stile sia lo specchio della sensibilità dello scrittore – più che il contenuto del suo lavoro. Da un certo punto di vista tutti gli scrittori hanno uno... Continua a leggere →
Raymond Carver: il tempo per scrivere
«Se volevo scrivere qualcosa, e portarla a termine, e se volevo essere soddisfatto per un lavoro ultimato, dovevo dedicarmi ai racconti e alle poesie. Cose brevi: avrei potuto sedermi e, con un po’ di fortuna, scrivere rapidamente e farcela. Molto presto avevo capito che mi sarebbe stato difficile scrivere un romanzo, data la mia ansiosa... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: ritratto di Cesare Pavese
«Il nostro amico viveva nella città come un adolescente: e fino all’ultimo visse così. Le sue giornate erano, come quelle degli adolescenti, lunghissime, e piene di tempo: sapeva trovare spazio per studiare e per scrivere, per guadagnarsi la vita e per oziare sulle strade che amava. Non volle, per molti anni, sottomettersi a un orario... Continua a leggere →
Gesualdo Bufalino: come scrivo
«Scrivo a penna (una biro rossa, una nera, due Parker) su risme di carte qualunque, volentieri anche sul verso di vecchie bozze, di dattiloscritti da macero. A un certo punto un bisogno di pulizia mi spinge a copiare a macchina le pagine che abbiano una parvenza di definizione. Presto però intervengono ulteriori aggiunte, cancellazione, rimaneggiamenti... Continua a leggere →
Fedor Dostoevskij: come nasce un romanzo
Ecco come Fëdor Michajlovič Dostoevskij, in una celebre lettera, descrive l’idea tematica de “L’idiota” e presenta il personaggio centrale della vicenda, il principe Myškin, una delle figure più straordinarie del romanzo ottocentesco. «E così io, tre settimane fa, mi sono messo a scrivere un nuovo romanzo e ci lavoro giorno e notte. L’idea del romanzo... Continua a leggere →
Georges Simenon: un titano della scrittura
Non è mai facile parlare di Simenon. La sua opera monumentale intimorisce e spesso distrae da quella che è stata la sua grandezza stilistica, la cifra della sua prosa cristallina ed essenziale. La parabola editoriale dello scrittore belga è composta da settantacinque Maigret, centodiciassette romanzi ‘duri’ (i romanzi senza Maigret, per intenderci) e oltre cinquecento... Continua a leggere →
Flannery O’Connor: scrivere racconti
«Per lo scrittore di narrativa, tutto trova verifica nell’occhio, organo che, alla fin fine, riassume l’intera personalità, e quanto più mondo riesca a contenere. Riassume il giudizio. Il giudizio è una cosa che ha origine nell’atto della visione, e quando non parte da quella, o ne è scisso, allora nella mente esiste una confusione che... Continua a leggere →
Jack London: la “filosofia” dello scrittore
«Ogni scrittore che abbia avuto un successo duraturo possedeva questa filosofia. Un punto di vista che era proprio a lui solo. Un metro di paragone con il quale misurava tutto ciò che attirava la sua attenzione. Con questa filosofia metteva a fuoco i personaggi che delineava, i pensieri che esprimeva. Grazie ad essa le sue... Continua a leggere →
Mario Vargas Llosa: il virus della scrittura
Non credo che quello che propone Mario Vargas Llosa sia il solo modo di concepire la propria vita contaminata dalla scrittura, ma certamente ci pone di fronte a quella responsabilità che rappresenta la scelta di scrivere, come qualcosa che, se perseguita in maniera totalizzante, possa cambiare il senso profondo della nostra interpretazione delle cose del... Continua a leggere →