Scritti tra il 1950 e il 1962 e pubblicati in Italia dall’editore Adelphi, “I diari” di Sylvia Plath sono una testimonianza diretta e imprescindibile del suo rapporto con la scrittura come antidoto al suo dolore originario. In questo “deposito dell’immaginazione da cui estrarre il pressante materiale inconscio” veniamo invitati a percorrere le strade del suo... Continua a leggere →
Italo Calvino: perché scrivo
Scrivo perché non ero dotato per il commercio, non ero dotato per lo sport, non ero dotato per tante altre, ero un poco…, per usare una fase famosa [di Sartre], l’idiota della famiglia… In genere chi scrive è uno che, tra le tante cose che tenta di fare, vede che stare a tavolino e buttar... Continua a leggere →
Mario Praz: “Cime tempestose”, un romanzo sospeso tra cielo e terra
Alcune riflessioni del grande critico letterario e d’arte Mario Praz sul capolavoro di Emily Brontë che egli definisce romanzo “meteorico”, sospeso tra cielo e terra. «La filosofia, se così vuol chiamarsi, che s'incarna in “Cime tempestose” che tutto il creato, animato o inanimato, fisico e psichico, è espressione di certi vivi principi spirituali: da un... Continua a leggere →
Raymond Carver: una storia dietro ogni frase
In un saggio intitolato, molto semplicemente, “Scrivere racconti”, Flannery O’Connor parla della scrittura come di una scoperta. O’Connor sostiene che quando si siede a scrivere un racconto, la maggior parte delle volte non ha idea di dove arriverà. Inoltre dice che secondo lei molti altri scrittori non sanno dove andranno a finire quando cominciano qualcosa.... Continua a leggere →
Elio Vittorini: un libro non è solo di chi lo scrive
Un libro non è soltanto “mio” o “tuo”, né rappresenta solo il “mio” contributo alla verità, il “mio” sforzo di ricerca della verità, e la “mia” capacità di realizzazione letteraria. Un libro è un riflesso più o meno diretto, o più o meno contorto, più o meno alterato, della verità obbiettiva, e molto in un... Continua a leggere →
Franz Kafka: lo scrittore come animale
Anche negli anni della giovinezza, Kafka sentì l’ispirazione poetica come un flusso: un mare o un vento fortissimo, che riempiva la sua mente e il suo corpo, e avrebbe potuto portarlo a largo, là dove corrono le grandi creazioni poetiche. Questo vento si levava in lui specialmente la notte, lasciandolo insonne o in guerra con... Continua a leggere →
Herman Melville: la costruzione del personaggio
Melville è stato a volte accusato, nella creazione di personaggi principali, di esagerare con le iperboli. Per chi vuole imparare l’arte della caratterizzazione non c’è miglior esempio di Melville, soprattutto perché le sue pennellate sono così nette che possono essere individuate e studiate più facilmente rispetto alle opere di altri abili maestri. Il ritratto di... Continua a leggere →
Virginia Woolf: il mestiere delle parole
Il potere di suggestione è una delle proprietà più misteriose che hanno le parole. Chiunque abbia mai scritto una frase deve essere cosciente, o almeno in parte cosciente, di questo. Le parole sono per loro stessa natura piene di echi, di ricordi, di associazioni. Non si può usare una parola nuovissima in una lingua antica... Continua a leggere →
William Faulkner: il compito di uno scrittore
Il testo qui riprodotto è tratto dal manoscritto originale di Faulkner della versione pubblicata sulla “New York Herald Tribune Book Review” del 14 gennaio 1951. Sento che il vero destinatario di questo premio non sono io come uomo, ma la mia opera – l’opera di una vita nell’agonia e nel sudore dello spirito umano, non... Continua a leggere →
Ernest Hemingway: l’arte della narrazione (seconda parte)
Il testo qui riprodotto è tratto da un’intervista che il grande scrittore americano concesse alla “Paris Review”, oggi raccolta nel volume “The Paris Review – Interviste”, volume 1, edito in Italia da “Fandango Libri”. Cosa pensa degli scrittori che hanno intrapreso la carriera accademica? Crede che la maggior parte di loro, di quelli che insegnano,... Continua a leggere →