Marguerite Yourcenar presenta “Fuochi”

“Fuochi” non è propriamente un libro di giovinezza: è stato scritto nel 1935; avevo 32 anni. L’opera pubblicata nel 1936, è riapparsa nel 1957 quasi senza ritocchi. Nato da una crisi passionale, “Fuochi” si presenta come una raccolta di poesie d’amore, o, se si preferisce, come una serie di prose liriche collegate fra di loro... Continua a leggere →

Sylvia Plath: “I diari”

Scritti tra il 1950 e il 1962 e pubblicati in Italia dall’editore Adelphi, “I diari” di Sylvia Plath sono una testimonianza diretta e imprescindibile del suo rapporto con la scrittura come antidoto al suo dolore originario.  In questo “deposito dell’immaginazione da cui estrarre il pressante materiale inconscio” veniamo invitati a percorrere le strade del suo... Continua a leggere →

Italo Calvino: perché scrivo

Scrivo perché non ero dotato per il commercio, non ero dotato per lo sport, non ero dotato per tante altre, ero un poco…, per usare una fase famosa [di Sartre], l’idiota della famiglia… In genere chi scrive è uno che, tra le tante cose che tenta di fare, vede che stare a tavolino e buttar... Continua a leggere →

Raymond Carver: una storia dietro ogni frase

In un saggio intitolato, molto semplicemente, “Scrivere racconti”, Flannery O’Connor parla della scrittura come di una scoperta. O’Connor sostiene che quando si siede a scrivere un racconto, la maggior parte delle volte non ha idea di dove arriverà. Inoltre dice che secondo lei molti altri scrittori non sanno dove andranno a finire quando cominciano qualcosa.... Continua a leggere →

Franz Kafka: lo scrittore come animale

Anche negli anni della giovinezza, Kafka sentì l’ispirazione poetica come un flusso: un mare o un vento fortissimo, che riempiva la sua mente e il suo corpo, e avrebbe potuto portarlo a largo, là dove corrono le grandi creazioni poetiche. Questo vento si levava in lui specialmente la notte, lasciandolo insonne o in guerra con... Continua a leggere →

Herman Melville: la costruzione del personaggio

Melville è stato a volte accusato, nella creazione di personaggi principali, di esagerare con le iperboli. Per chi vuole imparare l’arte della caratterizzazione non c’è miglior esempio di Melville, soprattutto perché le sue pennellate sono così nette che possono essere individuate e studiate più facilmente rispetto alle opere di altri abili maestri. Il ritratto di... Continua a leggere →

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