È proprio vero quanto affermava Calvino che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Tanto vero in alcuni casi, da farci apparire spesso gli scrittori, e più in generale gli artisti, come dei visionari, capaci di farci intravedere, attraverso i secoli, forme e colori del... Continua a leggere →
Harold Bloom: “La signora col cagnolino” di Anton Cechov
“La signora col cagnolino”, racconto scritto nel 1899, è tra i miei preferiti di Cechov e in generale viene giudicato uno dei più belli. Gurov, un uomo sposato in villeggiatura da solo nella località balneare di Jalta, rimane colpito dall’incontro con una bella giovane sempre accompagnata dal suo cagnolino bianco. Dongiovanni incallito, il protagonista avvia... Continua a leggere →
Marguerite Yourcenar presenta “Fuochi”
“Fuochi” non è propriamente un libro di giovinezza: è stato scritto nel 1935; avevo 32 anni. L’opera pubblicata nel 1936, è riapparsa nel 1957 quasi senza ritocchi. Nato da una crisi passionale, “Fuochi” si presenta come una raccolta di poesie d’amore, o, se si preferisce, come una serie di prose liriche collegate fra di loro... Continua a leggere →
Sylvia Plath: “I diari”
Scritti tra il 1950 e il 1962 e pubblicati in Italia dall’editore Adelphi, “I diari” di Sylvia Plath sono una testimonianza diretta e imprescindibile del suo rapporto con la scrittura come antidoto al suo dolore originario. In questo “deposito dell’immaginazione da cui estrarre il pressante materiale inconscio” veniamo invitati a percorrere le strade del suo... Continua a leggere →
Italo Calvino: perché scrivo
Scrivo perché non ero dotato per il commercio, non ero dotato per lo sport, non ero dotato per tante altre, ero un poco…, per usare una fase famosa [di Sartre], l’idiota della famiglia… In genere chi scrive è uno che, tra le tante cose che tenta di fare, vede che stare a tavolino e buttar... Continua a leggere →
Mario Praz: “Cime tempestose”, un romanzo sospeso tra cielo e terra
Alcune riflessioni del grande critico letterario e d’arte Mario Praz sul capolavoro di Emily Brontë che egli definisce romanzo “meteorico”, sospeso tra cielo e terra. «La filosofia, se così vuol chiamarsi, che s'incarna in “Cime tempestose” che tutto il creato, animato o inanimato, fisico e psichico, è espressione di certi vivi principi spirituali: da un... Continua a leggere →
Raymond Carver: una storia dietro ogni frase
In un saggio intitolato, molto semplicemente, “Scrivere racconti”, Flannery O’Connor parla della scrittura come di una scoperta. O’Connor sostiene che quando si siede a scrivere un racconto, la maggior parte delle volte non ha idea di dove arriverà. Inoltre dice che secondo lei molti altri scrittori non sanno dove andranno a finire quando cominciano qualcosa.... Continua a leggere →
Elio Vittorini: un libro non è solo di chi lo scrive
Un libro non è soltanto “mio” o “tuo”, né rappresenta solo il “mio” contributo alla verità, il “mio” sforzo di ricerca della verità, e la “mia” capacità di realizzazione letteraria. Un libro è un riflesso più o meno diretto, o più o meno contorto, più o meno alterato, della verità obbiettiva, e molto in un... Continua a leggere →
Franz Kafka: lo scrittore come animale
Anche negli anni della giovinezza, Kafka sentì l’ispirazione poetica come un flusso: un mare o un vento fortissimo, che riempiva la sua mente e il suo corpo, e avrebbe potuto portarlo a largo, là dove corrono le grandi creazioni poetiche. Questo vento si levava in lui specialmente la notte, lasciandolo insonne o in guerra con... Continua a leggere →
Herman Melville: la costruzione del personaggio
Melville è stato a volte accusato, nella creazione di personaggi principali, di esagerare con le iperboli. Per chi vuole imparare l’arte della caratterizzazione non c’è miglior esempio di Melville, soprattutto perché le sue pennellate sono così nette che possono essere individuate e studiate più facilmente rispetto alle opere di altri abili maestri. Il ritratto di... Continua a leggere →