Una delle principali caratteristiche e attitudini che uno scrittore deve avere è senz’altro la capacità di osservazione, cioè quella particolare sensibilità (oggi si direbbe empatia) che gli consente non solo di interessarsi della vita altrui, ma anche, in certo senso, confondersi con essa. In un brano di “Facino Cane”, un’opera minore di Honoré de Balzac,... Continua a leggere →
Diari di scrittura: Erri De Luca
Non è facile spiegare a qualcuno come si fa a scrivere, nessuno lo ha spiegato a me, per la semplice ragione che sono un autodidatta. Ho fatto molti anni nei cantieri, ho lavorato come operaio cominciando come manovale. Sono arrivato a fare il muratore, questa è la carriera in diciotto anni di quella vita, e... Continua a leggere →
Marguerite Duras: la solitudine della scrittura
Esiste un rapporto sotterraneo tra lo scrittore e il libro ancora da scrivere: il ‘non nato’ che urge sotto la nostra pelle, e riempie di vita ulteriore la nostra vita. In questo brano Marguerite Duras ci parla di questo particolare legame, e di come respiri dentro la nostra solitudine. «La solitudine della scrittura è una... Continua a leggere →
Fëdor Dostoevskij: emozionare con le descrizioni
William Cane, studioso e drammaturgo americano, ci illustra nel suo saggio “Write Like the Maters” (edito in Italia da Dino Audino Editore) come sia possibile imparare dai grandi della letteratura a caratterizzare i personaggi, a costruire trame interessanti e, come in questo brano, emozionare i lettori con le sole descrizioni. «Il romanzo del diciannovesimo secolo... Continua a leggere →
Irène Némirovsky: scrivere per testimoniare
Spesso il compito di uno scrittore è testimoniare contro il proprio tempo, raccontare, andando a volte controcorrente, le miserie dei propri giorni e il delirio della ragione dei propri simili. È anche grazie a queste testimonianze e la compassione verso ciò che si è visto, che riusciamo ancora ad avvertire la speranza di un mondo... Continua a leggere →
Joseph Conrad: fratello che guardi il mondo
È proprio vero quanto affermava Calvino che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Tanto vero in alcuni casi, da farci apparire spesso gli scrittori, e più in generale gli artisti, come dei visionari, capaci di farci intravedere, attraverso i secoli, forme e colori del... Continua a leggere →
Raymond Carver: una storia dietro ogni frase
In un saggio intitolato, molto semplicemente, “Scrivere racconti”, Flannery O’Connor parla della scrittura come di una scoperta. O’Connor sostiene che quando si siede a scrivere un racconto, la maggior parte delle volte non ha idea di dove arriverà. Inoltre dice che secondo lei molti altri scrittori non sanno dove andranno a finire quando cominciano qualcosa.... Continua a leggere →
Herman Melville: la costruzione del personaggio
Melville è stato a volte accusato, nella creazione di personaggi principali, di esagerare con le iperboli. Per chi vuole imparare l’arte della caratterizzazione non c’è miglior esempio di Melville, soprattutto perché le sue pennellate sono così nette che possono essere individuate e studiate più facilmente rispetto alle opere di altri abili maestri. Il ritratto di... Continua a leggere →
William Faulkner: il compito di uno scrittore
Il testo qui riprodotto è tratto dal manoscritto originale di Faulkner della versione pubblicata sulla “New York Herald Tribune Book Review” del 14 gennaio 1951. Sento che il vero destinatario di questo premio non sono io come uomo, ma la mia opera – l’opera di una vita nell’agonia e nel sudore dello spirito umano, non... Continua a leggere →
Natalia Ginzburg: “Io e lui”
“Io e lui” è un racconto contenuto ne “Le piccole virtù”, la più significativa tra le raccolte della scrittrice italiana. Come ebbe a dire il critico Cesare Garboli: «La prima qualità della Ginzburg era la fertilità, la compresenza degli elementi primordiali: lo scorrere imperturbabile dell’acqua, la ricchezza dell’ossigeno, quel ridere che è del fuoco, e... Continua a leggere →